NUCLEO NEGAZIONI MANIFESTO

 

bandiere copia

“Non fare mai solo il poeta di te stesso, incontra qui chi dice no a tutto il resto” 

Figli di un Dio peggiore

Io ho detto no a me stesso, un giorno in cui pensavo piovesse ma erano solo falsi specchi che
imitavano le solite litanie: sesso, dio e rock’roll. Forse stavo sputando controvento.“E del resto chi dice sì a tutti i resti e alle mance che il Dio propone, perde se stesso e non ha motivo di scrivere i suoi testi.”Ma no, sono un poeta che vuole solo l’osso e scarta la polpa condita col veleno.Un girasole m’avverte, che il cielo è sempre obliquo e molto sangue scorre nelle vene.
[meno x meno = più]
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L’ontologia del no sta nella solitudine, l’unicità, il suo senso e il suo destino. È cosa nota infatti  che l’incontro di due negazioni affermi.La parola è lettura e collettività. Se la restringi dentro un solo io sarà sempre una scatola vuota.”
Sbattendo nel nulla vuoto sparato in fronte è incredibile la solitudine a fottere lettere sempre appese ad una corda,  tra due secondi ed un batter d’occhio.
Io sono prigioniero della mia generazione, un’acqua distillata, un cielo dopo l’altro, qualche bicchiere di troppo, l’intoppo inevitabile e i sogni. Un disastro!
Morirò nel senno se smetterò di sballare, se un’anfora dalla forma chiara non verserà in un calice decorato questo veleno puro, questa essenza tossica davvero molto rara.Ma solo allora la mente si depura dai sedimenti del suo tempo e non importa se il sentimento langue. E’ il sangue se corre che conta, che sente, che deve indovinare quell’altra vita; questa promessa mista a dubbio che ancora oggi misuro e, lo confesso, mi motiva.
Smembrato vago  alla ricerca di un canale vibrante. Il sentiero non è un tappeto fiorito che va attraversato a piedi nudi ed è disseminato di pruni e tagliole.“Comunque non disperarti,  se vuoi c’è un sentiero gemello e  puoi attraversarlo munito di scarpe. E` il percorso dei tanti!”
Arranco tra rocce corrose dal vento:  tu taglia le mie redini razionali, guida suprema, e fai del mio io-deserto un fluire incessante di acqua!
E` come perdersi in un labirinto di significati estetici a me sconosciuti. Mi perdo tra intricati rimandi, tra la città eterna e le occulte trame della natura nella dissolvenza di un’oscura appartenenza.
“Empatico Movimento Mozionale,  monadi anarchiche annichilite emanuensi al Led,  anacoreti delle metropoli, amisci da tastiera:  non dite ‘No’ a tutto il resto! Non basta raccontarvi in NN,  non basta rispondervi in NN, non basta pubblicarvi in NN, motivatamente non basta scrivervii in NN.Incontratevi lotta empatica armata.”Finalmente quella sostenibile e bramata leggerezza di una mezza età a tratti più umana.
Pochi attimi e riesci quasi a distinguere ciò che ti separa dalla materia di cui sei composto.
La sabbia è fredda, e sotto i piedi la senti di nuovo piacevole.
Di chi sono le voci che dai muri senti ogni notte?
A volte si è così lontani da quel che si ha dentro, che è come se parlassi in una lingua che non comprendi per poi scrivere di disincantate illusioni che non riconosci.
Di tutto ho catturato l’epicentro,  ne ho modificato il senso e ne ho tirato in ballo la parte peggiore e più affascinante. Trovatemi un urlo al quale unirmi e rimarrò in silenzio. Rimango attonito, stupido e violentato dalla mia stessa risata. È vero. Il disincanto mi attrae quanto rimanere mero spettatore di tutto ciò che rimane, che è il resto, e che potrebbe non accadere.“Braccato da gruppi di controllo (“uomini scorpioni”) l’io narrante (e pensante) esce di casa e cazzeggia in città, bombardato come tutti “in maniera totale da messaggi e codici”.
Schizzi di fango e di poesia al fulmicotone, violenza urbana e di controllori di regime si mischiano inevitabilmente, inestricabilmente.
Più prosimetro che prosa, guizzante e imprevedibile, il testo scombina le regole della critica e blocca sul nascere qualsiasi tipo di preconcetto. In tal modo, si è disposti a succhiare avidamente le sillabe stillate dal libro.
Caldamente consigliato a chi pensa con la propria testa, a poeti aspiranti e ispirati.”
Spazza i passi dei pazzi dagli spazi della follia, la corda si spezzi-strizzi-strazi-strozzi i tuttavvezzi nel vuoto della stanza. Nulla prende più della distruzione.Non aghi in sozza danza per la luce ai vortici, passione per la morte, costanza.
L’Io cade in pezzi, cade in pezzi…“Dormo con la luce puntata alla tempia da quando mi hai detto che è vero che sono io l’Uomo Nero.”
Siamo Pari. Del resto non ti offro niente, tranne il mio orecchio che è pieno di scritture.Vedi: per poco invisibile amore di tutto questo niente, per dove non andiamo, io e te pari siamo.Click: “Il mondo è piccolo e potremmo tutti incontrarci, guardarci negli occhi e di imbarazzo violentarci. Contagiarci di sorrisi fino ad esserne assuefatti, ubriacarci d’emozione senza mai più riprenderci. Potremmo anche non capirci ma potremmo sempre imparare a sopportarci.Il mondo è piccolo e un giorno ci incontreremo tutti, su quella strada dove le pozzanghere riflettono la luna e le stelle ci avvicinano ai sogni, strafatti di paura. Sotto lo stesso cielo che vorrebbe pisciarci in testa una qualsiasi cura, come se esistesse, come se bastasse.”click
Ribollo di incoerenze ispirative, intossicato di insalubri quesiti ideologici,  oberato di impurità  pensatoria, gravato da inerti incombenze riflessive, accanito di artistico fervore profano, livido di ematiche speranze reflue. Ululo vaporosi enigmi spiritati, vaneggio incoerenti fraseggi geniali, arpeggio fertili invenzioni stilistiche  Dal mio mestruo sgorgante polluzioni astruse,  plasmo malleabili proiezioni poetiche, col mio magnetico estro sorgivo.Sono un contro-Picasso della ars scrittoria  e dipingo tele d’anima sul cavalletto di improbabili vissuti emozionali, mentre indosso l’elmo di corazzate visioni astratte.
Demodex : “Non vi ho sfiorati con la punta del cazzo,  non accarezzo il vetro di nessuno di voi.
Vi accoppiate sulla mia pelle, sul corpo che usate di notte ed esplodete, seminando gli anfratti con i vostri escrementi e con i frammenti che spargete sui graffi,  sulle ferite superficiali, causando suppurazione dell’epidermide. Sono io, solo io, che con orgoglio marcisco dentro.
E’ il MIO cuore, che pompa pus nei miei organi interni, fegato, milza, polmoni, cervello. E’ il cervello, il MIO, che elabora i vermi che si contorcono nelle circonvoluzioni, nei sogni, nel buio al crepuscolo o al sole d’estate. Sotto le macchie dei pini che i ratti utilizzano per le scorrerie, come ponti fra gli accampamenti  di quelli che moriranno.
Sono i MIEI ratti  che camminano sui tetti delle case dei morti.”

VFC: C’è l’ombelico del tonto che vellica la sua poetica egocentrica, fra apprezzamenti per la bella foto e complimenti con scopi sessuali.Si celebra il funerale 2.0 della poesia.
C’è anche chi si oppone a ciò, copiando malamente i cliché maledetti,  recitando la parte del cattivo, scrivendo stando in posa fra apprezzamenti per la bella foto e complimenti con scopi sessuali.Altra faccia delle stessa merdaglia.
C’erano poi dei disperarti balordi che ciondolavano nelle strade malfamate  con le budella in mano, avanzi di galera reduci del Sert, vecchie proposte per il Tso ed esclusi vari.Essi trovarono una maniera per esprimersi oltre stili, critiche e imposizioni.I pensieri divennero parole scritte e della realtà imposta furono Negazioni.

(Da EMM#1 – Figli di un Dio Peggiore, in Collective Waste Webzine n°4)

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6 thoughts on “NUCLEO NEGAZIONI MANIFESTO

  1. vorrei iscrivermi al movimento…mi interessa….come faccio?…scusatemi la banalità del commento ma non sono molto bravo con le presentazioni…spero mi rispondiate al più presto

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  2. Ciao, Luigi. Iscriviti alla pagina facebook Nucleo Negazioni e richiedi l’iscrizione al gruppo facebook Gruppo Negazioni Per Tutti. In questo gruppo potrai postare i tuoi scritti e noi li leggeremo e valuteremo. . Grazie

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